Le persone vanno guardate negli occhi

4:56 PM La Nina 3 Comments

Mi ricordo di un periodo dove era indispensabile dirsele a voce certe cose, guardarsi negli occhi, cercare di fermare il tempo, almeno per un attimo, afferrare la persona, non lasciarla andare, mandare un bigliettino, qualsiasi escamotage per dirglielo : tu mi piaci, rimani ancora un attimo con me.
Io mi ricordo c'era l'attesa, c'erano gli sguardi, c'erano i sorrisi, c'era la voglia di saper aspettare, di saper andare, di saper scegliere le parole giuste. C'era lui, lei, lì lontana e avevi solo te stesso, una buona prima impressione. Non vi erano schermi di un telefonino, non vi erano telefonini. L'unico telefono di cui disponevo era lo StarTac di mio padre - "papà mi fai mandare un messaggio?", e si era fortunati se il destinatario trovava un cellulare disponibile sulla quale ricevere il messaggio. Nella peggiore delle ipotesi potevi conoscere il cognome e via lì, elenco telefonico a cercare il possibile numero di casa. Ci si chiamava dalle cabine, io ero anche fortunata, non usavo più gettoni, potevo contare sulle care e vecchie schede telefoniche, puntualmente collezionabili.
Ditemi cosa è rimasto di tutto questo. Lo guardi, cerchi di capire chi è o chi frequenta, lo cerchi su Facebook, richiesta d'amicizia, ah aspetta, prima vedi se è fidanzato. No ok. Mandi chiari segnali d'interesse, e se non risponde? Che stronzo, non gli piaccio. Instagram? Stalkeriamo con mille like. Twitter, stellina stellina così se ne accorge. Primo appuntamento? Tutti e due davanti il telefonino. Lui: dai che stasera me la da. Lei: mi sto innamorando, ha degli occhi dolcissimi.

MA MIO DIO.

Abbiamo venduto gli sguardi ai social network, abbiamo barattato la chimica dei primi sorrisi con un like sotto una foto.
Abbiamo assicurato la nostra fedeltà a uno status su Facebook, pensiamo lui sia solo nostro se in comune abbiamo il profilo. 

Io rivoglio la mia scheda telefonica, rivoglio il parco giochi e le prime sigarette, lui che vuole sentirsi più grande ai tuoi occhi mentre fa il bullo, mentre ti guarda senza lasciarti andare. Lo stesso posto ogni pomeriggio, lo stesso orario; gli impegni scolastici che venivano meno se sapevi di doverlo incontrare, non puoi mica mandargli un messaggio su WhatsApp dicendogli che avresti tardato, lui se ne sarebbe andato. ASPETTARE. Oh quale sconosciuto verbo.
Aspettare di averlo, aspettare di dirglielo: posso averti?


Baci 

La Nina

Mi ricordo di un periodo dove era indispensabile dirsele a voce certe cose, guardarsi negli occhi, cercare di fermare il tempo, almeno per u...

3 commenti:

  1. Bellissimo e non credo che sei l'unica a desiderare un ritorno al passato dove tutto era maledettamente ma meravigliosamente naturale.
    Ciao

    RispondiElimina
  2. quanto è vero!!! ridateci il passato!!

    RispondiElimina